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Le Sfigatte › Associazione
Chi Siamo
A spiegare chi sia l’Associazione Le Sfigatte è la Presidentessa Laura Bettella, in una breve quanto esauriente intervista.





I: Chi sono Le Sfigatte e come nascono?
L.: Le Sfigatte nascono nel 2007 dall'incontro di due volontarie che prima operavano singolarmente, la sottoscritta e Miriam Simonetti. Abbiamo deciso di collaborare per unire le forze e operare con maggior efficacia sul territorio.
L’amore per gli animali e la voglia di poter regalare a quelli più sfortunati un'altra occasione non poteva rimanere un’astrazione, così si è concretizzata con Le Sfigatte.
Da quel giorno soccorriamo, curiamo e sterilizziamo gatti randagi o abbandonati e cerchiamo per loro delle famiglie adottive che li possano amare e accudire per tutta la vita, come ogni animale meriterebbe.
Nel tempo si sono uniti a noi altri volontari e nell’aprile 2010 siamo diventati ufficialmente un’associazione di volontariato, Onlus di diritto.


I.: Il nome Sfigatte è molto particolare ed… evocativo, come mai questa scelta?
L.: Abbiamo pensato ad un nome ironico perché sapevamo che ci saremmo occupate di gatti sfortunati, ai quali cerchiamo di cambiare la vita con impegno e sacrificio.


I.: Quali sono le finalità dell’associazione?
L.: Il fine è quello di aiutare quanti più animali possibili. Cerchiamo adozione ai gatti senza una casa, cerchiamo di dare un contributo alla riduzione del randagismo sterilizzando i gatti delle colonie feline a noi affidate, inoltre rispondiamo, quotidianamente, ad innumerevoli segnalazioni di gatti cuccioli o adulti abbandonati, spesso mal tollerati, ad esempio all’interno di cortili condominiali, ospedali, scuole etc. In questi casi cerchiamo di fare da tramite offrendo la nostra collaborazione per intervenire sulle sterilizzazioni, sulla sistemazione temporanea e adozione dei mici domestici, affinchè si riduca il numero dei gatti e si evitino nuove nascite.
Fondamentale è l’aiuto che ci viene fornito dai volontari che collaborano con noi: alcuni si occupano delle colonie, altri delle catture per la sterilizzazione, altri ancora trasportano gli animali malati dal veterinario in caso di emergenze ed infine i cosiddetti “stallatori”, ossia volontari preziosissimi che ospitano temporaneamente, a casa loro (rispettando le dovute norme igienico-sanitarie), i gatti che sono in attesa di un’adozione definitiva.
Purtroppo, siamo spesso sotto organico, soprattutto in alcuni periodi “caldi” dell’anno come l’estate, quindi siamo sempre in cerca di rinforzi!


I.: Le Sfigatte hanno fama di essere un’associazione seria, scrupolosa ed efficiente, da cosa pensa derivi questa fiducia in voi?
L.: Prima di tutto grazie. Credo che l’associazione abbia tre grandi pregi.
Il primo, che è in realtà anche un difetto perché ci crea un lavoro immenso e notevoli difficoltà economiche, è che raramente diciamo di no ad una richiesta di aiuto; cerchiamo con tutte le nostre forze di trovare il modo per aiutare sempre, quando ci segnalano gatti in difficoltà e vi assicuro che specialmente nel periodo estivo, quando i volontari e le adozioni scarseggiano ma i gatti bisognosi aumentano, è davvero un’impresa disperata.
Il secondo è la scrupolosità con cui diamo i gatti in adozione.
Seguiamo una procedura che riteniamo necessaria alla tutela dell’animale, ma che è anche una garanzia per chi lo adotta.
Chiediamo un incontro conoscitivo con i potenziali adottanti, dando consigli e supporto nella gestione, soprattutto nel caso in cui si debba inserire un gatto in situazioni in cui siano presenti altri animali. Addirittura, nel caso in cui gli adottanti fossero impossibilitati a tenere con sé l’animale nel futuro, ci riprendiamo in carico il gatto, riassumendoci la responsabilità della ricerca di una nuova e adeguata adozione.
Il terzo è la trasparenza, poiché oltre a rendere quotidianamente partecipi del nostro operato le persone che ci seguono, rendiamo sempre pubbliche le spese sostenute, le fatture relative ai pagamenti dei veterinari e le donazioni ricevute.


I.: Qual è il sogno nel cassetto delle Sfigatte?
L.: Quello più importante e ambizioso è di poter creare e gestire una moderna e funzionale struttura di accoglienza sia per i gatti ferali, che saranno stanziali perché non adottabili, sia per i gatti che hanno bisogno di una sistemazione urgente, ad esempio sfratto, malattia o decesso del proprietario.
A febbraio 2020 abbiamo iniziato una raccolta fondi per l’acquisto di un terreno dove poter allestire un rifugio; a maggio siamo riuscite ad acquistarlo ma i tempi per la sua realizzazione saranno lunghi, per mancanza di fondi.
Purtroppo, tutte le donazioni che riceviamo vengono utilizzate per pagare i conti dei veterinari e non si riesce mai a mettere soldi da parte per questo progetto.

Sorridendo Laura continua…
Sicuramente per accelerare la realizzazione del rifugio potrebbe esserci di grande aiuto un lascito testamentario, di qualche persona previdente, che pensi sia al futuro dei propri animali (lasciandoli alle cure dell’associazione), sia ad aiutare quelli senza più una persona che si prenda cura di loro...
Una storia alla Freddy Mercury, il quale per tutelare i suoi adorati gatti, ha lasciato una parte di eredità a chi li avrebbe accuditi dopo la sua scomparsa.

Finora purtroppo noi abbiamo solo avuto lasciti in forma “felina”, cioè gatti di proprietà di persone che, quando vergono a mancare, i “cari” parenti non vogliono ereditare; situazioni nelle quali l’animale vive purtroppo il doppio disagio della perdita affettiva e dell’abbandono.

Se avessimo dei fondi disponibili, un nostro desiderio (oltre alla realizzazione del rifugio), sarebbe quello di poter aiutare i volontari del sud, dove il problema randagismo è ancora più drammatico.
Ora lo stiamo facendo occasionalmente, per scarsità di risorse, ma ci piacerebbe poter collaborare in modo più continuo per aiutare nelle sterilizzazioni, nelle cure e nelle adozioni.


I.: Come mai sentite l’esigenza di creare questa struttura?
L.: Perché ne esistono pochissime, molte inadeguate e assolutamente insufficienti rispetto alle richieste di aiuto. Vorremmo realizzare una struttura nella quale gli animali stanziali possano vivere in libertà ed essere accuditi in maniera adeguata e dove quelli in attesa di adozione non siano costretti ad aspettare chiusi in una gabbia.
L'obiettivo è quello di una struttura con spazi ben organizzati e che si differenzi in positivo non solo sotto il profilo etico, ma anche dal punto di vista sanitario e gestionale perché questa è la condizione per garantire le migliori possibilità di vita degli animali.


I.: Concludendo, qual è la vostra missione?
L.: Quella di cercare, con tutte le nostre forze, di cambiare la vita degli animali in pericolo, sofferenti, malati e abbandonati che troviamo sulla nostra strada. Forse non potremo cambiare il mondo, ma sicuramente avremo cambiato in meglio la vita di quegli animali che hanno avuto, ed avranno, la fortuna di incontrarci.
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